La via ferrata Brigata Tridentina. E' facile, la possono percorrere tutti ed è particolarmente adatta ai principianti. No, invece è alquanto impegnativa e contiene dei passaggi dove è necessario possedere una buona tecnica di arrampicata, oppure dove bisogna issarsi a forza di braccia. Da quando Chiara ed io vi abbiamo messo gli occhi addosso, sulla Tridentina abbiamo letto di tutto e il contrario di tutto. Dopo averla percorsa, lo scorso 31 luglio, possiamo sinceramente affermare che la verità, come spesso avviene in questi casi, sta nel mezzo. Ma vediamo nel dettaglio questo tracciato così blasonato, tanto che ogni ferratista che si rispetti dovrebbe averlo percorso almeno una volta. Come è noto, si parte dal piazzale di una cava (m. 1.956), posta lungo la strada tra Corvara e il Passo Gardena; l'attacco del primo breve tratto è a pochi minuti di cammino: si tratta di un muro alto una ventina di metri, superato in gran parte grazie ad una scaletta di staffe. A causa dell'esposizione a nord, questa prima parte di ferrata rimane spesso molto umida, e in alcuni punti la roccia è proprio bagnata e scivolosa. Segue un tratto di sentiero molto suggestivo, dapprima tra grandi macigni, quindi in avvicinamento alla prima cascata del Pisciadù, accanto alla quale si trova il vero attacco della via (m. 2.075), che risale le pareti del Sella tenendo le cascate alla sinistra.
Inizialmente la salita non è su una vera e propria parete, i passaggi sono molto facili, e in qualche caso il cavo fisso ha soltanto la funzione di corrimano (e, ovviamente, di sicurezza); per tutta la ferrata, laddove servono, sono poste delle attrezzature come staffe e pioli per facilitare l'ascesa. Man mano che si sale aumenta la pendenza, rapidamente ci si trova in verticale, ma soprattutto aumenta notevolmente l'aria sotto gli scarponi: è assolutamente necessario non provare vertigini. Si incrementa pure la difficoltà di alcuni passaggi, i quali tuttavia sono tutt'altro che impossibili. Si supera la quota delle due cascate, ed il percorso comincia ad "avvitarsi" intorno alla Torre Exner, infilandosi in un vallone, dal quale si inizia a scorgere il Rifugio Cavazza al Pisciadù. In questo punto è possibile abbandonare la ferrata e proseguire su sentiero, ma così ci si perde tutto il meglio... La corda fissa si inerpica quasi in verticale sulle pareti della Exner, traversando a sinistra su tratti anche leggermente strapiombanti. Dal versante est della Torre si finisce per traversare rapidamente quello sud, raggiungendo un punto dove si possono staccare i moschettoni dalla corda fissa, per arrivare in pochi minuti alla vetta della Exner (m. 2.496), dalla quale si gode uno splendido panorama su tutta l'Alta Badia. Si torna dal medesimo sentiero, ci si riassicura alla corda fissa, e in pochi metri si raggiunge il pezzo forte della Tridentina, il ponte che traversa dalla Torre Exner all'altopiano del Pisciadù, il quale ci permette di vincere un abisso profondo circa 200 metri. Infine, ancora qualche decina di metri di corda fissa su roccette, prima di potersi slegare e togliere l'imbragatura (m. 2.450). L'impresa è conclusa, il Cavazza (m. 2.585) è lì ad un quarto d'ora, adagiato accanto al minuscolo laghetto Pisciadù. Una volta conclusa la ferrata, volendo si può anche proseguire verso altre mete: la vicina Torre Pisciadù (m. 2.985), oppure il lontano Rifugio Boé (m. 2.873), o addirittura la vetta del Piz Boé con la Capanna Fassa (m. 3.152), massima elevazione del gruppo Sella. Per la discesa, invece, dal Cavazza si prende il sentiero verso ovest, che sale leggermente (m. 2.610), prima di gettarsi nell'angusto baratro della Val Setùs, una profonda spaccatura esposta a nord, colma di canaloni alquanto franosi e dove i nevai si conservano a lungo, anche durante l'estate, tanto che è possibile compiere dei tratti di discesa scivolando su di essi. Nella prima parte della discesa vi sono anche delle assicurazioni, ma non è necessario utilizzarle, se non come corrimano. Si divalla velocemente, giungendo proprio sopra alla cava-parcheggio. Il giudizio finale?.. Semplice... Provate la Tridentina e non ve ne pentirete!.. Fate attenzione soltanto a scegliere un giorno e/o un orario senza il tipico sovraffollamento che la caratterizza, e l'esperienza sarà ancora più remunerativa. Ringraziamo, infine, la guida alpina che ci ha accompagnato in questo percorso, Enrico, assieme ad altri due turisti austriaci, Karl ed Isabel.
http://simonebolzoni.blogspot.com/
Simone Bolzoni & Chiara Riedo
10 settembre 2009

Via Ferrata Brigata Tridentina

Via Ferrata Brigata Tridentina

Via Ferrata Brigata Tridentina

Via Ferrata Brigata Tridentina

Via Ferrata Brigata Tridentina

In vetta alla Torre Exner, lungo la Ferrata Brigata Tridentina

Via Ferrata Brigata Tridentina

Il Rifugio Cavazza al Pisciadù

Panorama dalla vetta della Torre Exner verso Corvara

Il Sella nei dintorni del Rifugio Cavazza al Pisciadù

Il Lago Pisciadù

Il Rifugio Cavazza al Pisciadù

Discesa dal Rifugio Cavazza in Val Setùs

Discesa dal Rifugio Cavazza in Val Setùs

Discesa dal Rifugio Cavazza in Val Setùs